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Cantina

MOSCATELLO DI TAGGIA | BOTTIGLIA 0,750

MOSCATELLO DI TAGGIA | BOTTIGLIA 0,750

Anluma    Cantina: Rovebella

Riviera Ligure di Ponente DOC  Vendemmia 2017

Bianco Fruttato.Si accompagna con: Pasta alla Bottarga, pecorino Romano, salatini all’acciuga,baccalà,risotto ai frutti di mare.

Alcol: 13% vol.

Temperatura di servizio: 12°C

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Description

CARATTERISTICHE:

Colore: Giallo paglierino intenso e cristallino.

Profumo: Aromatico, fruttato di mandarino e mela, fiori d’arancio.

Sapore: Secco,intenso e deciso, buona acidità, finale lungo e sapido.

DATI ENOLOGICI:

Vinificazione in bianco di uve raccolte a mano e raffreddate, fermentazione a temperatura controllata e affinamento in botti di acciaio inox.

DATI AGRONOMICI:

Vitigno utilizzato: 100% Moscato bianco -Moscatello di Taggia (barbatelle garantite Associazione       produttori Moscatello di Taggia)

Zona di produzione: Aregai -Santo Stefano al Mare IM

Altitudine: da 10 a 20 mt slm                                        Epoca di vendemmia: fine Agosto.

Tipo di suolo: Calcareo-Argilloso.                                Pratiche Agronomiche: Inerbimento

Orientamento ed esposizione: sud                               Sistema di allevamento: Guyot

Certificazione: Vino prodotto con processi a basso impatto ambientale- ente certificatore:Suolo e salute.

Il Moscatello di Taggia ha una storia antica e suggestiva che, come un magnifico ponte, unisce con appassionato incanto il lontano passato e l’odierno presente. Giunto dalle calde zone del Mediterraneo in epoca medioevale, il prezioso vitigno trovò nel Ponente ligure un ambiente estremamente favorevole. Il clima adatto e una geografia propizia, insieme a ordini ecclesiastici dediti alla coltivazione attenta delle piante e un particolare tessuto sociale ed economico, contribuirono felicemente alla diffusione del pregiato vino, esportato in molte zone dell’Italia e dell’Europa e soprannominato in ragione della sua eccellenza il “vino dei Papi”.

Presente sulle tavole e nei banchetti dell’aristocrazia e della nobiltà, il lussuoso e apprezzatissimo Moscatello di Taggia, venne tuttavia fortemente penalizzato dall’espansione sempre più massiccia sul medesimo territorio dell’olivicoltura e dalla diffusione in altre zone concorrenti di tecniche vinicole più sofisticate. L’epidemia di fillossera, sul finire del 1800, si abbatté dunque come una scure sulle poche coltivazioni rimaste, orientando definitivamente la piccola produzione vinicola rimasta verso altre qualità.

Il Moscatello di Taggia rimase dunque un glorioso ricordo fino a quando nel 2003 la passione incrollabile di un gruppo di esperti del settore dopo molte ricerche portò a ritrovare la pianta e riprodurla. Il successo fu allora immediato e certificato da un forte entusiasmo nei confronti del prodotto che, con la sua storia complessa e magnifica, racchiude in sé l’essenza stessa del territorio.

Contiene solfiti.

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